Toscana da Bere: tra novità e sfide, i protagonisti del vino toscano a Vinitaly 2025

I Grandi Classici Toscani a Vinitaly 2025

Il padiglione toscano di Vinitaly 2025 si prepara a raccontare una storia di eleganza, tradizione e innovazione, attraverso le voci di alcune tra le più iconiche denominazioni della regione. In un’atmosfera che si preannuncia carica di energia e profumi, la Vernaccia di San Gimignano, il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano mostreranno il meglio di sé, ciascuno con un’identità precisa e un messaggio forte da lanciare al pubblico e agli operatori del settore.

La Vernaccia di San Gimignano, unica DOCG bianca della Toscana, si presenterà con circa ottanta etichette tra annate recenti e Riserve. Non si tratterà solo di una vetrina: la partecipazione al Vinitaly rappresenta un’occasione per consolidare il ruolo della Vernaccia come vino bianco capace di invecchiare, sorprendere, raccontare la propria terra con profondità. Il Consorzio punta molto sulla narrazione territoriale, presentando anche il prossimo appuntamento con “Regina Ribelle”, festival previsto a maggio tra le mura di San Gimignano, e rafforzando l’abbinamento tra vino e identità locale. Le difficoltà produttive dell’ultima annata, legate alla peronospora e alle ondate di calore, non hanno intaccato l’impegno verso una produzione di qualità, sempre più orientata alla sostenibilità e all’accoglienza enoturistica.

Il Chianti Classico si presenta con uno stand completamente ispirato ai valori della sostenibilità, in linea con una scelta ormai strutturale dell’intero territorio. Oltre duecento etichette in degustazione, un ventaglio di aziende rappresentative e seminari tecnici in italiano e inglese offriranno un racconto vivo dell’evoluzione di un vino che non smette di rinnovarsi. Centrale in questo processo è la valorizzazione delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), che stanno rendendo sempre più riconoscibile il legame tra microterritorio e caratteristiche organolettiche. La Gran Selezione, vertice della piramide qualitativa del Gallo Nero, è ormai simbolo di una Toscana del vino che vuole distinguersi per precisione, eleganza e identità. Non a caso, oltre il 40% dei vigneti è oggi coltivato in biologico o con pratiche integrate: un segno di attenzione reale, concreta, verso l’ambiente.

Il Brunello di Montalcino conferma il suo ruolo guida nel panorama italiano e internazionale. Il Consorzio sarà presente con una collettiva imponente, più di cento aziende, oltre duecentosessanta vini in degustazione e una proposta culturale raffinata, fatta di masterclass tematiche e confronti tra annate. Tra le novità più attese vi è la presentazione della nuova mappa geo-viticola ufficiale, strumento destinato a rinnovare il modo in cui si racconta (e si vende) il Brunello nel mondo. Accanto a questa, il nuovo sistema di valutazione qualitativa denominato “Brunello Forma” proporrà un approccio più scientifico e trasparente alla classificazione delle annate. L’attenzione al clima, con una rete aggiornata di stazioni meteo e studi sulle condizioni delle vigne, fa di Montalcino un modello di equilibrio tra tradizione e innovazione.

Infine, il Vino Nobile di Montepulciano coglie l’occasione del Vinitaly per celebrare un cambiamento importante: l’introduzione ufficiale delle “Pievi”, dodici sottozone storiche riconosciute dal nuovo disciplinare, che mirano a restituire centralità ai luoghi, alle storie e alle vigne di origine. In uno stand dove l’identità sarà protagonista, si parlerà anche di giovani: con il Premio Giulio Gambelli, il Consorzio vuole dare spazio a enologi under 40, riconoscendo il valore di chi porta nuove idee senza rinunciare all’autenticità. L’impressione è quella di un Montepulciano capace di giocare su più tavoli, attento al dettaglio ma proiettato verso una narrazione moderna della sua classicità.

Queste quattro denominazioni non sono solo nomi noti nel panorama vinicolo: sono pilastri identitari della Toscana enoica, che continuano a crescere, evolvere e rappresentare, con stile, il nostro territorio nel mondo. Divini Incontri continuerà a seguirne le storie, i percorsi, le sfide.

All’interno del Padiglione Toscana, il visitatore potrà vivere un’esperienza immersiva tra storie, terroir e visioni che raccontano il presente e il futuro del vino regionale. Tra gli attori più attesi, il Consorzio Vini Toscana – nato ufficialmente nel 2023 – rappresenta oggi un riferimento per l’intero comparto IGT. La sua presenza a Vinitaly 2025 sancisce una svolta: per la prima volta le Indicazioni Geografiche Toscane si presentano in modo unitario, con l’obiettivo di valorizzare le tante identità locali che non rientrano nei confini delle DOC e DOCG. Il Consorzio, che riunisce oltre 150 aziende, promuove non solo l’eccellenza dei vini IGT Toscana, ma anche l’innovazione e la sostenibilità, ponendosi come ponte tra tradizione e nuove opportunità nei mercati internazionali. Una panoramica che si fa sempre più ampia e variegata, come lo è la Toscana del vino: un mosaico di paesaggi, persone e progetti in continua evoluzione.

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